Pitti Immagine Uomo 101 oltre qualsiasi aspettativa
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Edizione 101
13.01.2022
Dalla Fortezza da Basso di Firenze, insieme a Pitti Immagine Bimbo 94, parte un segnale positivo al paese e un messaggio di fiducia per il sistema moda.
Siamo felici per come sono andate le cose in Fortezza da Basso ma stavolta preferirei che fossero gli operatori a commentare questo Pitti Uomo. Da parte mia voglio anzitutto ringraziare le aziende espositrici che hanno creduto nel nostro lavoro e nella nostra capacità di organizzare il salone in sicurezza e secondo i consolidati standard di selezione e qualità: insieme alle nuove collezioni, si sono portati dietro energia e passione. Ringrazio i compratori italiani ed esteri, che hanno deciso di muoversi e viaggiare in un momento particolarmente complicato e lo hanno fatto con lo spirito giusto, prudenti ma sereni e determinati. Ed esprimo la nostra riconoscenza verso i tanti giornalisti che si sono presentati a Firenze, perché non si sono limitati a fare cronaca, a raccontare le storie e a dare giudizi sui prodotti: piuttosto, sono stati portatori essi stessi e testimoni di un’atmosfera attiva e di comune partecipazione, di un sentimento positivo. Infine ringrazio dal profondo tutte le persone di Pitti che hanno lavorato bene e duramente, i collaboratori di ogni genere, gli allestitori, i servizi cittadini, i ristoranti, gli alberghi, Firenze. E’ stato un appuntamento giusto e andava fatto: ci siamo tutti meritati questo Pitti.

— Raffaello Napoleone, amministratore delegato di Pitti Immagine

548 collezioni di moda maschile (quasi il 30% dall’estero) a Pitti Immagine Uomo n.101, e 170 a Pitti Bimbo n.94 sono i dati di partenza dei due saloni in Fortezza da Basso. Al termine dei tre giorni di fiera i numeri finali riguardanti l’affluenza dei compratori italiani ed esteri confermano le sensazioni positive: circa 4.900 compratori, di cui circa il 30% da una sessantina di paesi esteri. Contando anche le altre categorie di visitatori (giornalisti, agenti, rappresentanti, fornitori, ospiti) il numero complessivo di presenze si è attestato intorno alle 8mila unità

In particolare a Pitti Uomo, questi sono i primi 10 paesi esteri per affluenza compratori: 
Olanda (138 buyers), Francia (134), Spagna (124), Germania (120), Gran Bretagna, Svizzera, Belgio, Turchia, Usa e Russia. Buoni risultati dai paesi del nord Europa (Norvegia, Svezia, Danimarca e Finlandia per un totale di 60 buyers) e da segnalare alcune presenze di qualità anche da Cina, Giappone, Corea del Sud, Cina - Hong Kong e anche dagli Emirati.
Nella classifica dei mercati esteri di Pitti Bimbo c’è in testa la Polonia, seguita da Francia, Arabia Saudita, Spagna, Russia, Olanda, Germania, Regno Unito, Grecia e Ucraina

Tra le tante novità in Fortezza, hanno raccolto feedback molto positivi tra buyer e stampa il nuovo Futuro Maschile al Piano Attico del Padigline Centrale, con la sua proposta fresca di brand menswear tra contemporary classic e sportswear; le collezioni dei 10 designer internazionali di S|Style sustainable style, l'area speciale sul menswear responsabile più innovativo. 
E naturalmente tutti i progetti speciali, i debutti e le novità che le aziende di Pitti Uomo e Pitti Bimbo hanno scelto di lanciare proprio da Firenze.
Abbiamo raccolto una prima serie di commenti tra gli espositori di Pitti Uomo:
Molto bene. Se non sapessi che è in corso la pandemia, avrei detto che sono state praticamente normali giornate di fiera. Stand pieno, fondamentalmente abbiamo lavorato come sempre, quindi giorni estremamente positivi, in termini proprio quantitativi. Poi c’è la positività delle persone che sono venute per lavorare, con la voglia di fare e molta determinazione. Si è respirate tanta volontà di uscire da questa situazione, e i commenti sono stati: “Non possiamo rintanarci ognuno nella propria casa, piuttosto che nel proprio negozio. Dobbiamo esserci.” Siamo molto soddisfatti. Abbiamo avuto sorprese internazionali, anche qualche americano, europei del Nord. Soprattutto ovviamente italiani, ma a mio aviso il segnale è quello della comunità delle piccole-medie aziende che si è rinfrancata con i buyer tradizionali di Pitti.

— Claudio Marenzi, HERNO

Un’edizione e un’atmosfera piacevolissime. Abbiamo aderito perché volevamo comunque essere a Pitti Uomo, a prescindere dalle presenze concerte dei nostri client e partner, e siamo stati felicemente sorpresi. In questi giorni abbiamo visto tanta gente, anche diversi visitatori esteri, da Belgio, Olanda, anche da Francia e Spagna, meno dal Nord America. Molto ha giocato la disinformazione sul Covid in Italia. Pitti Uomo è l’unica occasione a livello mondiale per il lusso uomo di incontrare i propri partner, clienti, i propri distributori. E’ da tempo parte della nostra strategia e per quanto mi riguarda ne continuerà a fare parte anche in futuro.

— Andrea Dini, PAUL & SHARK

Il nostro stand è sempre stato pieno e sebbene l'affluenza sia stata inevitabilmente ridotta, per la situazione che stiamo vivendo, i visitatori sono stati di grandissima qualità. Così come la stampa si è vista tutta, dalle televisioni ai giornali. Questa professionalità e questa concretezza sono state molto positive. C'è grande voglia di ricominciare e Pitti Immagine ha fatto bene a credere nel progetto fiera: era l'occasione giusta. Ho già confermato la mia presenza a giugno.

— Andrea Lardini , LARDINI

Questa edizione di Pitti Uomo è stata sicuramente al di sopra di qualsiasi aspettativa, siamo super contenti di esserci. Bisogna ringraziare i buyer che sono venuti e Pitti che ci ha creduto. Noi veniamo da sempre a Pitti, abbiamo partecipato a quella del giugno scorso, non abbiamo mai saltato un’edizione: 10 giorni fa avrei detto che sarebbe stata molto difficile, e invece è andata meglio del previsto.

— Antonio De Matteis , KNT / KIRED

È stata un'edizione superiore alle aspettative e molto positiva. Abbiamo avuto un buon afflusso, una clientela nazionale e internazionale di alto rilievo. Chi era presente ed è venuto, era qui con un approccio molto concreto. E aggiungo che abbiamo finalizzato anche ordini molto importanti, con partner importanti, e quindi chiuso veri e propri affari.

— Gianluca Schivalocchi , CARUSO

È stata un’edizione molto superiore alle aspettative. Pensavamo di avere un flusso ridotto e invece soltanto nella prima giornata di fiera abbiamo avuto 700 persone in stand, quindi siamo molto soddisfatti. Abbiamo visto sicuramente più italiani che stranieri, assieme a una buona partecipazione di stampa e tv. A ogni modo è come sempre un’ottima vetrina per il nostro lavoro.

— Cristina Calori , WP LAVORI IN CORSO / FILSON

Pitti Uomo 101 ha registrato un interesse e una presenza di buyers e stampa superiori alle aspettative, soprattutto in termini qualitativi. Firenze lancia così un messaggio di fiducia nel futuro, che non era facile da immaginare alla vigilia della fiera. Siamo un brand fiorentino e partecipare a Pitti è un impegno che rinnoviamo per sottolineare anche il ruolo della città nel calendario internazionale della moda: è un osservatorio privilegiato sulle novità e sui desideri dei mercati.

— Niccolò Ricci , STEFANO RICCI

Abbiamo trovato un’atmosfera piacevolmente rilassata, nonostante la situazione. Eravamo preoccupati, prima del nostro arrivo, ma abbiamo trovato tanta voglia di tornare alla normalità. Abbiamo visto un pubblico sfaccettato, da potenziali nuovi partner, clienti che hanno riscoperto Marc O’Polo, contatti che abbiamo finalmente finalizzato di persona qui in fiera, e anche tanta stampa internazionale. La scelta di avere uno spazio importante in fiera è stata ripagata, ne siamo stati molto contenti. Ci siamo prefissati un obiettivo di crescita molto importante sui mercati internazionali, per gli anni a venire, e quindi Pitti Uomo rappresenta per noi la piattaforma che al meglio valorizza l’unicità di un prodotto scandinavo sostenibile, presentato a un pubblico internazionale. Per noi Pitti è oggi il punto di partenza del percorso che vogliamo intraprendere.

— Massimo Francese , MARC O’POLO

Pitti Uomo 101 è stato per noi uno slancio molto positivo! Abbiamo avuto contatti importanti e tanti scambi, che per un brand relativamente giovane, che sta facendo crescere il suo business a livello internazionale, è davvero fondamentale. Nel complesso c’è stata una diffusa consapevolezza che tutti gli sforzi fatti per visitare Pitti Uomo siano stati la decisione giusta! Tutti i visitatori che abbiamo accolto nella nostra experience-area erano ottimisti e fiduciosi, oltre che davvero molto focused: si sono presi il loro tempo per scoprire gli highlights della nuova collezione e per saperne di più sulle ultime innovazioni. Abbiamo avuto conversazioni e raccolto feedback molto preziosi. Crediamo che sia incredibilmente importante, in tempi difficili come questi, creare occasioni così uniche, avere una piattaforma per connettere i player del settore. E aggiungo che la nostra partecipazione è stata anche un segno di impegno nei confronti di un partner per noi di fiducia come Pitti, in tutte le sue iniziative.

— Ahmet Mercan, ALPHATAURI

Sicuramente quest’edizione è stata una ripartenza. Sono state ridotte per ovvie ragioni le presenze estere, ma abbiamo avuto una bella affluenza, di quasi tutti i nostri clienti italiani, I visitatori erano tutti business-oriented e ne siamo stati decisamente contenti. Vogliamo un pubblico selezionato e di lavoro, quindi noi siamo molto soddisfatti. Pitti è una bella piattaforma anche a livello di visibilità, e sicuramente dà la possibilità alle aziende di far vedere la loro evoluzione, e di indirizzarsi verso un futuro prossimo speriamo un po’ migliore.

— Nicolas Bargi , SAVE THE DUCK

Di fronte alla difficile situazione attuale, era impensabile non partecipare a questo Pitti Uomo, anche per non creare un danno all’intero sistema, che ha bisogno di essere sostenuto: per salvare l’intera filiera e condividere – riducendo – i rischi per tutti, soprattutto le medie e piccole aziende. Pitti è un salone di valore, con una risonanza mondiale, e bisogna sostenerlo perché continui a essere tale. Nella moda uomo è rimasta l’unica fiera importante: siamo sempre stati presenti in tante manifestazioni, ma adesso è praticamente l’ultimo baluardo e va salvaguardato.

— Roberto Collina , ROBERTO COLLINA

E’ la nostra prima partecipazione a Pitti Uomo, e abbiamo trovato un’atmosfera molto dinamica, che vista la situazione attuale è stata decisamente molto positiva. Abbiamo incontrato tanti operatori, ricevuto feedback positivi e una sorta di “tocco umano” che ci è mancato negli ultimi due anni. Penso che abbiamo trovato ottimi partner e finora è stata un'esperienza decisamente piacevole. Ho pensato che questa sarebbe stata una grande finestra per il nostro marchio: per dare alle persone la possibilità di vedere i prodotti, toccare e sentire la loro qualità, spiegare il concetto alla base del brand, per poi seguire e chiudere gli ordini in molti modi. È stato un bel mix di visitatori italiani e internazionali, soprattutto europei, ma anche diversi americani.

— Ivan Vassilenko , RED SEPTEMBER

E tra i brand protagonisti del progetto speciale S|Style sustainable style
Mi è piaciuta davvero molto questa edizione. Sono così felice di aver incontrato persone da tutto il mondo, penso che ne avessimo tutti bisogno. Abbiamo avuto molti contatti internazionali, dall'Europa e anche buying office giapponesi, quindi il feedback è per noi molto positivo. Abbiamo anche visto diversa stampa e alcuni influencer, complessivamente è stata davvero una bella occasione di networking. Tutto ha decisamente superato le aspettative.

— Ksenia Schnaider , KSENIA SCHNAIDER (brand del progetto speciale S|Style sustainable style)

Era la nostra prima volta a Pitti Uomo ed è stato fantastico, certamente non sarà l’ultima! Abbiamo avuto molti contatti, da negozi di tutto il mondo, da Francia, Belgio, Hong Kong e ovviamente tanti italiani. Pitti Uomo è decisamente utile per sviluppare il nostro business, perché qui possiamo intercettare buyer dei grandi store e in generale compratori di menswear che altrimenti non saremmo in grado di raggiungere.

— Lancine Koulibaly , UMOJA (brand del progetto speciale S|Style sustainable style)