Ad accogliere la community di Pitti Uomo 110 sarà l'imponente installazione collocata nel Piazzale Centrale della Fortezza, firmata dal designer Philéo Landowski in collaborazione con l'artista libanese Pascal Hachem.
Non un'interpretazione letterale del tema dei saloni estivi - THE POOL - bensì un progetto che si concentra sul “dietro le quinte” di una piscina, su ciò che solitamente non si vede: le infrastrutture, gli elementi tecnici. Il risultato è un cantiere monumentale: una fitta rete di tubi oversize, ingranditi fino a raggiungere una dimensione scultorea che potrà essere attraversata ed esplorata dai visitatori. Obiettivo dell'opera è rivelare e incoraggiare la riflessione su ciò che si cela sotto la superficie di un puro e semplice momento di svago rimanendo invisibile ai nostri occhi: quindi non solo la materialità delle infrastrutture ma anche il lavoro.
About
Philéo Landowski
Philéo Landowski (n. 2002) è un designer con base a Parigi la cui pratica si muove fluidamente tra product design, installazione e intervento spaziale. Fondatore del brand PHILEO, Landowski interpreta la calzatura come un mezzo scultoreo, esplorando equilibrio, ergonomia e persistenza della forma nel movimento. Il suo linguaggio progettuale considera gli oggetti non solo come elementi funzionali, ma come strutture in evoluzione, modellate dall’uso, dalla gravità e dal tempo. Accanto al lavoro di designer, Landowski sviluppa e cura installazioni artistiche che estendono la sua ricerca in contesti spaziali. Ne sono un esempio progetti come Avalanche di Tadashi Kawamata al Dover Street Market Paris o Ancient/New Site con Marc Leschelier a Pitti Uomo.
Pascal Hachem
Il lavoro di Pascal Hachem (n. 1979) consiste nella dislocazione di azioni reali, eseguite dall’artista stesso oppure da oggetti che egli predispone. L'artista libanese trae ispirazione da aspetti della vita quotidiana in città, che tendono a contestualizzare il suo modo di pensare, influenzando il suo lavoro in modo inconscio ma inevitabile. Hachem non si impone regole, ma quando crea si lascia guidare unicamente dalla forza del singolo momento. Di conseguenza, il catalogo delle sue opere è vario e spazia attraverso l'uso di strumenti diversi, tra cui il proprio corpo e elementi e forme della vita quotidiana.